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Zona di ripopolamento

Sul bordo di un fiume, dentro l’acqua, stanno due trote. Una si chiama Sandy; è Sandy la trota, e sta dentro l’acqua cristallina di un torrente di montagna. Scrivo periodi brevi e ripeto spesso, perché la mia capacità d’attenzione è bassa. Insomma, ecco Sandy, la trota. Scoda rilassata un po’ più vicina alla riva e dice all’altra trota, in trotese:

- Blub, blobubo, blulu, bluu.

Che tradotto in lingua comprensibile ad esseri umani, anche a quelli con soglia di attenzione molto bassa, più o meno suona come:

- Minchia, ma ti rendi conto che sei una schiava della catena alimentare? Ma possibile che la tua unica preoccupazione sia di ingurgitare camole, mosche, libellule e merde varie dalla mattina alla sera, in attesa di aprile e di spruzzare un po’ di sperma su tre o quattromila uova di merda che poi la corrente te lo porta anche mezzo via ed è grassa se 5 o 6 trote un giorno avranno al massimo i puntini arancioni e il disegno geometrico delle pinne appena appena simili ai tuoi? Guarda io per me rimango così, mi sono rotta e non ce la faccio… piuttosto a pancia in sù, trascinata dalla corrente…

In quel mentre passa un grosso, grossissimo airone. E che ci fa vi chiedete voi un grosso grossissimo airone proprio lì? E che ne so? Serve alla trama. L’airone si abbassa e vede le due trote, pensa che Sandy sia morta e con un colpo di becco dritto e secco infilza l’altro pesce, vivo e sano.

Sandy nuota velocemente verso l’acqua profonda, e già che c’è smozzica pure una libellula di passaggio.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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