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Zona di ripopolamento
Sul bordo di un fiume, dentro l’acqua, stanno due trote. Una si chiama Sandy; è Sandy la trota, e sta dentro l’acqua cristallina di un torrente di montagna. Scrivo periodi brevi e ripeto spesso, perché la mia capacità d’attenzione è bassa. Insomma, ecco Sandy, la trota. Scoda rilassata un po’ più vicina alla riva e dice all’altra trota, in trotese:
- Blub, blobubo, blulu, bluu.
Che tradotto in lingua comprensibile ad esseri umani, anche a quelli con soglia di attenzione molto bassa, più o meno suona come:
- Minchia, ma ti rendi conto che sei una schiava della catena alimentare? Ma possibile che la tua unica preoccupazione sia di ingurgitare camole, mosche, libellule e merde varie dalla mattina alla sera, in attesa di aprile e di spruzzare un po’ di sperma su tre o quattromila uova di merda che poi la corrente te lo porta anche mezzo via ed è grassa se 5 o 6 trote un giorno avranno al massimo i puntini arancioni e il disegno geometrico delle pinne appena appena simili ai tuoi? Guarda io per me rimango così, mi sono rotta e non ce la faccio… piuttosto a pancia in sù, trascinata dalla corrente…
In quel mentre passa un grosso, grossissimo airone. E che ci fa vi chiedete voi un grosso grossissimo airone proprio lì? E che ne so? Serve alla trama. L’airone si abbassa e vede le due trote, pensa che Sandy sia morta e con un colpo di becco dritto e secco infilza l’altro pesce, vivo e sano.
Sandy nuota velocemente verso l’acqua profonda, e già che c’è smozzica pure una libellula di passaggio.


