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Un giorno diverso
Era un giorno diverso. Filippo se ne accorse subito. Era arrivato alla stazione con 10 minuti d’anticipo, non capitava mai. Era solo. Quella mattina Giulio e Achille avevano deciso di fare forca: canne in libertà in riva all’Arno. Era solo. Il treno arrivò puntuale e, come sempre, Filippo si sistemò vicino al finestrino all’inizio della carrozza, in direzione Firenze. I posti liberi non erano molti, ma fortunatamente trovò modo di accontentare la sua necessità di andare “incontro al treno”. Proprio mentre pensava che quello doveva proprio essere un giorno diverso, vide entrare una ragazza, trafelata, di corsa. Era bella. Adolescente. Si sistemò proprio di fronte a lui, in uno dei pochi posti liberi. Scarpe da Skate, jeans di marca e felpina con le stelle e cappuccio. La guardò con attenzione mentre lei infilava la cuffia del suo iPod caduta nella corsa. Bionda e magra con i seni inconsciamente pesanti. La guardò ancora intensamente, ma la stazione di Campo di Marte era davvero troppo vicina. Lei scese. Filippo ne fu dispiaciuto, anche se a lui non piacevano le donne. Credeva di essere innamorato del suo amico Giulio, che quel giorno decise di lasciargli un po’ di tregua, e, tutto sommato, ne era felice.


