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Solita notte
E che si fa? E dove andiamo? E io giù a spiegare agli altri la paraipotassi, e poi si finisce tutti on the road, Statale 60 e rotti direzione Firenze, da Omar, “IL PANINARO DEL VALDARNO”, come sta scritto sul furgoncino. A spararsi con incrollabile masochismo un kofta alle dieci di sera. Prepara tutto lo stoico Omar, un figlio di Allah, ribattezzato più cristianamente Marco, che qui da noi i nomi strani non durano mica.
Intorno è tutto sporco e un po’ camuffato dalla luce al neon, con una televisione rotta che fa i bruscolini. Lui impassibile sta alla piastra e bestemmia Maometto perché ha freddo e la bombola del gas è mezza vuota; noi siamo davanti al bancone a battere i tacchi in questa notte chiara come un cristallo, e fredda anche, come una lama, in attesa del nostro untissimo panino. Ci siamo proprio tutti qui, a guardarci obliqui nell’odore di grasso sciolto, tra le sciarpe e le barbe da nazareni, aspettiamo di buttar giù qualcosa di pesante.


