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	<title>www.infinitemicrostorie.it &#187; S.T.O. &#8211; Surviving The Ordinary</title>
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		<title>S.T.O. &#8211; Surviving The Ordinary</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 15:06:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MrTree</dc:creator>
				<category><![CDATA[S.T.O. - Surviving The Ordinary]]></category>

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		<description><![CDATA[La rubrica che insegna come sopravvivere alle tragedie di ogni giorno
di Turpitus Hemmy
Care amiche, cari amici,
complimenti per aver acquistato il primo episodio di S.T.O. &#8211; Surviving The Ordinary. L’unica edizione a puntate di consigli sulla sopravvivenza in ambiente domestico e familiare. Ogni uscita affronta una situazione estrema dell&#8217;ordinario, intervistando  chi, dopo aver maturato sul campo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><em>La rubrica che insegna come sopravvivere alle tragedie di ogni giorno</em></span></p>
<p style="text-align: center;">di Turpitus Hemmy</p>
<p style="text-align: justify;">Care amiche, cari amici,</p>
<p style="text-align: justify;">complimenti per aver acquistato il primo episodio di S.T.O. &#8211; <em>Surviving The Ordinary</em>. L’unica edizione a puntate di consigli sulla sopravvivenza in ambiente domestico e familiare. Ogni uscita affronta una situazione estrema dell&#8217;ordinario, intervistando  chi, dopo aver maturato sul campo l’esperienza necessaria, può dare consigli di sopravvivenza utili ad affrontare i peggiori orrori di ogni giorno. <span id="more-355"></span>In questa prima dispensa parleremo, insieme a John &#8216;<em>Trincetto</em>&#8216; MacCullighan, di una situazione potenzialmente mortale,  qualcosa per cui non bastano anni di esperienza diretta o settimane di <em>training</em> preparatorio: il pranzo di Natale a casa de (e con) i parenti della fidanzata.</p>
<p style="text-align: justify;">John &#8216;Trincetto&#8217; MacCullighan, che non ha bisogno di presentazioni (16 volte fidanzato in casa, operaio pulimentatore alle acciaierie Brandon Walsh, “Lavanda Gastrica” di bronzo al Capodanno 2008, autore di <em>Mia madre, il Demonio</em>), ci darà utili consigli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salve John. Secondo te come è possibile arrivare preparati al pranzo di Natale in casa dei parenti della propria fidanzata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È difficile preparasi. La sopravvivenza in situazioni del genere è basata su tre cose: attrezzatura, conoscenza e volontà di sopravvivere. Non finirò mai di dirlo: gente, si può sopravvivere a queste cose!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giusto John, grazie. Ma entriamo nel dettaglio. Cosa porteresti con te come equipaggiamento nell&#8217;ambiente ostile, poniamo casa di uno zio?<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vedi, qualcuno ti risponderebbe un coltello e un kit di ami da pesca, ma penso che un cellulare sia la scelta migliore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un cellulare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì, un cellulare è il perfetto dispositivo mimetico. Voglio dire, con un cellulare presente è possibile simulare un impegno imprevisto, è possibile chiamare un collega di lavoro per farsi urgentemente richiamare in servizio, è possibile infine intavolare una discussione sui &#8216;miracoli&#8217; della tecnologia con i vecchiacci invitati al banchetto. Quest’ultimo sarà un dibattito autoalimentante, che partendo dai più vieti luoghi comuni e dalla totale assenza delle mezze stagioni, andrà avanti da solo per ore. In altre parole una situazione perfetta per sgattaiolare in cucina con abile mossa ninja.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incredibile John! Sei veramente un genio… Ma facciamo un esempio pratico: la vecchissima zia Berta serve il piatto forte di dodici generazioni fa: viscere di tacchino ripene di pollo in galantina. Come si può scampare al pericolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La cosa migliore è creare un diversivo. Mi ricordo di un commilitone nel Borneo Malese  capace, ogni volta che si trovava a tavola con i parenti, di inscenare per ore il richiamo della scimmia ubriaca. Dopo un po&#8217; nessuno gli prestava più attenzione, né offriva cibo. Un&#8217;altra idea potrebbe essere quella di far cadere una forchetta a terra, e contemporaneamente accusare un malore causato da un attacco terroristico all&#8217;antrace. Nel caos, lanciando per buona misura anche un fumogeno, sarà facile infilare il fetido manicaretto in un tovagliolo e ficcarlo nella borsa del proprio partner.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Interessantissimo John, se non sbaglio è quello che facevano anche i Viet Cong  contro gli americani. Un&#8217;ultima domanda: e se le nonne presenti al pranzo dovessero attaccare la solfa dei giovani scostumati e dei bei tempi andati?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>In questo caso la fortuna è importante. Difficilmente si riesce a fuggire da una lamentazione sul malcostume imperante senza una bella dose di culo. Quello che posso suggerirvi è di sorridere, annuire e trattenere forte il respiro. Se tutto va bene dovrebbe partirvi un embolo e a quel punto la Croce Rossa vi evacuerà dalla zona in pochi minuti.</em></p>
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