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Rabbia – Sbattimenti in serie n. 2

Ci hanno allevato come la schiera di uomini e di giovani che avrebbe dovuto e potuto cambiare la storia e il mondo. nessuna pressione, grazie. Figli di internet e dei manga animati. Ho scoperto le prime chat a 1o anni, dal computer della biblioteca pubblica. Voltavo lo schermo di lato e scrcavo in un floppy le immagini di donne nude. Pochi kilobyte di masturbazioni adolescenziali. La bibliotecaria non sapeva nemmeno accendere il modem. Noi dovevamo salvare il mondo, noi i figli eco-compatibili di genitori irresponsabili o iperresponsabili, figli di una generazione che passato il 68 e gli anni Settanta ha avuto tutto. Tutte le opportunità, i 6 politici i posti in banca con 15 annualità, i Viaggi Avventura, le fatture agate a nero, niente controlli incroiati, l’aperitivino al circolino, la mutua alla grande, lo spreco energetico, il posto fisso, la fica a stufo, le case a poco, la ventata delgi anni Ottanta ci ha fatto atterrare in un mondo alla suo apogeo e prossimo alla caduta.
Sono diventato legalmente un adulto quando il mondo doveva finire. diciott’anni nel 2000. Io sono sopravvissuto, il ondo ha iniziato a ad andare ai cani.

Ci hanno allevato come la schiera di uomini e donne, di giovani, che avrebbe dovuto e potuto cambiare la storia e il mondo. Nessuna pressione, grazie. Figli di internet e dei manga animati. Ho scoperto le prime chat a 10 anni: dal computer della biblioteca pubblica. Voltavo lo schermo di lato e scaricavo in un floppy le immagini pixelate di donne nude. Pochi kilobyte di masturbazioni adolescenziali. La bibliotecaria non sapeva nemmeno accendere il modem. Noi dovevamo salvare il mondo, noi i figli eco-compatibili di genitori irresponsabili o iperresponsabili, figli di una generazione che passato il ‘68 e gli anni Settanta ha avuto tutto. Tutte le opportunità, i 6 politici, i posti in banca con 15 annualità, i Viaggi Avventura, le fatture pagate a nero, niente controlli incrociati please, l’aperitivino al circolino, la mutua alla grande, lo spreco energetico, la pensione facile, la fica a stufo, le case a ufo, grazie.

Sono diventato legalmente un adulto quando il mondo doveva finire. Diciott’anni nel 2000. Io sono sopravvissuto, il mondo ha continuato ad andare ai cani.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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