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PROSSIMO TRENO: 3 MINUTI

(inviata da sparky0)

Inizi del ventunesimo secolo. Una metropoli occidentale. GO ha tra i 25 e i 30 anni, vive da solo in un piccolissimo monolocale e lavora come impiegato-consulente in un negozio di informatica e telecomunicazioni. Il suo appartamento è all’undicesimo piano di un palazzo, il cui piano terra è collegato direttamente con una stazione della metropolitana; il negozio dove GO lavora è uno dei tanti che si trova nel complesso di esercizi costruito nella stazione ferroviaria centrale della città. Ha un ascensore riservato che gli permette di evitare la fila e andare dalla stazione metro di arrivo direttamente nell’atrio del negozio.
Nel tragitto in metropolitana vede sempre facce diverse, ma che sembrano sempre le stesse. Percepisce voci, frasi, espressioni, sensazioni, ma non riesce a trarne alcun significato.
Un giorno nota una ragazza, all’incirca una sua coetanea, seduta esattamente di fronte a lui. Si scambiano sguardi, si scrutano, è più curiosità che attrazione. Scendono alla stessa fermata, ma la ragazza prende le scale mobili, e GO entra nel suo ascensore personale. Durante il tragitto inverso ovviamente lei non c’è, per GO torna ad essere solo una delle tante facce della metro. Ma alla fermata a cui scende GO, eccola di nuovo, che scende da un’altra carrozza. Lei si accorge di lui, si guardano per una frazione di secondo, ma anche stavolta le loro strade devono inevitabilmente dividersi. A casa GO tenta di cercare la ragazza della metropolitana su internet, invano.
La mattina seguente GO inizia quella che sembra una giornata esattamente uguale a tutte le altre; sta per salire sulla metro, si gira intorno per vedere se c’è la ragazza, ma non riesce a riconoscerla tra la folla. Arriva la sua fermata, scende…e la vede. GO è davanti alle porte del suo ascensore, è tentato di seguire la ragazza, anche solo per sapere quello che si prova a fare certe cose. Le porte dell’ascensore si aprono di fronte a lui mentre la ragazza è già arrivata alla fine delle scale mobili. Scompare dietro il muro quando GO prende la sua decisione e corre a perdifiato verso le scale. Si fa largo tra la folla, cerca di arrivare in cima il prima possibile per recuperare terreno… e finalmente, dopo tanto tempo, deliberatamente (pur senza rendersene conto subito) esce allo scoperto, in superficie.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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