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Post Christmas

   Fa freddo, umido anche. Per strada la gente si urta; la città è un grande flipper di luci e di corpi, tutto in movimento. Alla stazione degli autobus arriva Maria, un corpo in mezzo agli altri; c’è la sua testa, venti centrimetri cubi di spazio privato, in cui l’eco dei clacson dell’ultimo ingorgo pre-festivo risuona distante. Maria non si aspetta un Natale diverso dai soliti per la famiglia Ristori. «Tutti i Natali la stessa storia» si ripete Maria tornando a casa, «prima l’attesa mescolata all’odio per i regali e per la gente impazzita nei negozi, poi la delusione di un giorno che passa come ogni altro, poi l’amarezza dei bilanci di fine anno».
   Maria si allontana dalla città ostile e lampeggiante per rientrare. Chiusa la porta trova Pietro. Pietro ha otto anni ed è celiaco. Del Natale non può assaggiare nulla, o quasi, ma Maria, sua madre, gli ha fatto un panettone tutto speciale. «Caro Babbo Natale» ha scritto Pietro in una pagina di quaderno, «quest’anno vorrei che la mamma fosse più tranquilla, ma se ce la fai anche il capo dei Gormiti, come ti avevo chiesto anche a novembre». Pietro è intelligente e Maria è una mamma sola, con pochi soldi. Il contratto a progetto non basta, trentaquattro anni e un dottorato in Storia e un certo Fabrizio che c’era e ora non c’è più, e la casa, la macchina, la scuola, la bici nuova, le tasse, la luce…

   Stasera nella cassetta delle lettere Maria ha trovato 500 euro e un biglietto: «Ti vedo tutti i giorni. Sei una donna forte e bella, ti ammiro. Buon Natale» e una firma illeggibile.
    Le vie del centro lentamente si spopolano, nel quartiere di Maria tante finestre gialle punteggiano la sera. Maria si meraviglia, ed è più tranquilla per questo Natale. Il capo dei Gormiti sta arrivo.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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