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		<title>Pigeons</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 20:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MrTree</dc:creator>
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Il guano sulle mattonelle della terrazza era una prova lampante della sconfitta nella sua guerra contro l&#8217;entropia.


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			<content:encoded><![CDATA[<div>Era una normale mattina di sabato e Toni imparava le leggi della termodinamica suo malgrado, in via diretta, empirica.<br />
Il guano sulle mattonelle della terrazza era una prova lampante della sconfitta nella sua guerra contro l&#8217;entropia.<a name="more-20765588"></a></div>
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<div>Toni aveva sviluppato negli anni una via metafisica alla rabbia, interiore, una via che lasciava intatta la sua fisionomia facciale; i moti d&#8217;ira di Toni si sublimavano esclusivamente sotto forma di uno sguardo metallico, duro, incastrato tra palpebre ristrette. Per alcuni questo era segno di misura e grande forza di carattere, per la maggioranza di manifesta imbecillità. Con la solita occhiata inflessibile Toni abbracciava ora lo spettacolo atroce del filiforme campo minato bianchiccio, grigio-nero delle merde di piccione (lo pensava proprio così. con tutti gli aggettivi riportati).</div>
<div>
<p>Con un rigurgito alla bocca dell&#8217;epigastro, di rabbia e di schifo, Toni decise di finirla una volta per tutte. Negli anni aveva sperimentato ogni soluzione, ma senza risultato. Aveva cercato di condizionare pavlovianamente i pennuti a temerlo, aveva sbattutto le imposte, picchiato le grondaie e le ringhiere con lo spazzolone, adoprato un repellente chimico, un dissuasore luminoso, uno sonoro a fotocellula, un gufo gonfiabile, striscioline di carta stagnola, tutto inutilmente. I maledetti piccioni continuavano a covare, a riprodursi, a tubare cretinamente con il loro movimento a molla del collo, avanti e indietro, a posarsi e a scagazzare ovunque.</p>
<p>Toni decise quindi per un attacco definitivo: la carabina. Ma le leggi della termodinamica erano in agguato; non si sfugge all&#8217;entropia, tanto meno alla sfiga.</p>
<p>Fini così che dopo le prime due fucilate andate a segno, nel bel mezzo di una risata satanica di soddisfazione, Toni mirò al terzo piccione del terrazzo per trasformalo in cadavere, ma lo mancò. L&#8217;enorme energia cinetica, potenziale e stronzica posseduta dal proiettile doveva scaricarsi da qualche parte, e alla svelta: finì così inopinatamente di rimbalzo sulla ringhiera della casa di fronte, da dove, conservando il proprio stato di moto o così parve, sfrecciò deviato prima sulla grondaia, rompendola, e poi sulla macchina nuova di Toni, posteggiata poco sotto il terrazzo, sulla strada.</p>
<p>Cofano bucato, così come il radiatore. La fisica, intesa come &#8216;natura&#8217; aveva vinto nuovamente. Per un attimo Toni pensò di rivolgere la puta dell&#8217;arma contro sé stesso, solo per un attimo.</p></div>
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