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Piccoli e brutti
Un grande spazio pulito, illuminato bene. Troppo. Il Saggio gli aveva detto di non andare. Molti nascondigli però. Riuscì a sgusciare non visto dietro una pila di volumi di Kafka. Non sarebbe stato facile riunirsi ai suoi compagni nel sotterraneo. Troppa luce, troppo movimento. Uno scaffale conduceva fino alla porta del deposito, cercò un diversivo. Corse veloce verso una bambina interessata ai disegni in un libro d’Esopo; la morse. Il suo pianto fortissimo, immediato, richiamò correndo commessi e clienti, nessuno si accorse di lui. Si lanciò verso la porta appena socchiusa, qualcuno urlò dietro di lui, sentì un pesante volume atterrargli a pochi centimetri di distanza, e poi la fessura, la salvezza del deposito.
Gli altri scarafaggi festeggiarono il suo ritorno.


