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	<title>www.infinitemicrostorie.it &#187; notte di note</title>
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		<title>Notte di note</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 09:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MrTree</dc:creator>
				<category><![CDATA[notte di note]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiara e fresca era la nottata, e senza vento. Anche. Un calmo odore di vuotatura di fosse si spandeva morbidamente lungo le via del centro. Carlo, l&#8217;ultimo uomo nobile dei chiassi, chiassini e vicoletti storici fumava affacciato alla finestra di camera.



Dalla posizione privilegiata contemplava lo spettacolo indegno della natura umana. Dal quadrato giallo di luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Chiara e fresca era la nottata, e senza vento. Anche. Un calmo odore di vuotatura di fosse si spandeva morbidamente lungo le via del centro. Carlo, l&#8217;ultimo uomo nobile dei chiassi, chiassini e vicoletti storici fumava affacciato alla finestra di camera.</div>
<div>
<div><span id="more-286"></span></div>
</div>
<div>Dalla posizione privilegiata contemplava lo spettacolo indegno della natura umana. Dal quadrato giallo di luce dirimpetto provenivano suoni e gargarizzi maschili:</div>
<div>
<p>- TI AMOOOOOO&#8230; RICOMINCIAMOOOOOOOOOOOO&#8230;..</p>
<p>Carlo digrignò i denti. Dalla camera accanto un&#8217;altra voce, più soave:</p>
<p>- Carlino, vieni a dormire, son ragazzi&#8230;</p>
<p>- Ragazzi una sega! &#8211; rispose misurato Carlo &#8211; Ora chiamo i vigili.</p>
<p>- I vigili a quest&#8217;ora dormono Carlo&#8230; Dai, mettiti i tappini alle orecchie e vieni a letto.</p>
<p>Carlo scosse il capo in segno di diniego, anche se la moglie non poteva vederlo.</p>
<p>- Allora si chiama i carabinieri, la polizia, l&#8217;esercito, VA BENE!?</p>
<p>- Carlo&#8230;! Ma non urlare anche te! Sei peggio di loro!</p>
<p>- Peggio di loro&#8230; peggio di loro? &#8211; Carlo si sporse dalla finestra:</p>
<p>- STRONZI!!! OH, STRONZI! CHE LA SI FINISCE QUESTA ZINGANETTA?</p>
<p>Chiara e fresca era la nottata, e senza vento. Pure. Un rinnovato silenzio sembrava aumentare la frescura che ristora i lavoratori, stanchi dopo una bollente giornata di travaglio. Poi, d&#8217;un tratto, eruppe un coro festoso; gaudenti voci maschili:</p>
<p>- SCEMOOOO, SCEMOOOO, SCEMOOOO&#8230; &#8211; ad libitum, in crescendo, con variazioni spernacchianti all&#8217;indirizzo di Carlo, gradevolmente verde di travaso biliare, o forse toccato da  un gentile riflesso delle luminarie.<br />
Carlo, apoggiato a un raggio di luna, bestemmiava. La moglie dormiva, tra un coro e l&#8217;altro già si sentiva il respiro regolare di una donna caduta nel giusto riposo.</p>
<p>Carlo chiuse tutte le finestre, sbattendole. L&#8217;aria immediatamente ristagnò. Alzò il telefono e compose il 113. Aspettò gli squilli ma, tra uno squillo e un altro, tra un &#8216;tuu&#8217; e un &#8216;tuu&#8217;, si rammentò di una volta, quando a casa di Cristiano, con la chitarra&#8230;</p>
<p>Carlo si infilò forte i tappi nelle orecchie, indossò la mascherina con sapienza liturgica, si girò sbuffando, si stropicciò forte il naso e si addormentò.</p></div>
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