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Larger Than Life

   Lei dice che non gli importa di sentire queste storie, che per lei tutto è come prima, niente è diverso, è stato solo un momento ’strano’, tutto qui, niente di fisico. Quindi è sicuro che sta mentendo. Quando non dice la verità si tocca i capelli e ora si sta toccando i capelli. La odio quando fa così. Si accende una sigaretta e guarda fuori dalla finestra. Si raggomitola sul divano. Ora esco e non torno, così impara. La stronza.

   Ivan esce incazzato. Fila al bar dove incontra Tommaso. Parlano e bevono.

Tommaso: – Mi ha detto Franco che gli ha detto Rossana che Marco è andato con Gabriella l’altra sera.
Ivan – Non ci credo.
Tommaso – Ma se ti dico che me lo ha detto Franco!
Ivan – Franco è uno che se non inventa una stronzata al giorno poi la sera non dorme contento.
Tommaso – Ma, sarà…
Ivan – Credimi, Marco non lo farebbe mai, anche se Gabriella è una troia col botto.
Tommaso – Troia è troia, eccome.
Ivan – Col botto.

    I due amici finiscono le birre in silenzio; ciascuno soppesando le cose appena dette. Ivan è stordito. Sente un brutto sapore rancido nella gola, ma non è l’alcool.

    Non gli ho detto nulla di Paola e ho fatto bene. Quanti casini nelle vite dei miei amici. Penso alle cosce di Paola. Chissà se è ancora sveglia. Potrei rientrare e scivolarle accanto, baciarla sull’orecchio. Chissà se è sveglia. Rientro casa.

    La finestra sopra l’acquaio di casa mia è una finestra triste. Guarda sempre il solito muro grigio e sbrecciato. Non ho nemmeno bisogno di accendere la luce per vedere il grosso biglietto quadrato scritto sulla carta assorbente:

Ivan io vado via. Hai ragione tu che non era solo una cosa fisica. Sono con lui. Non mi cercare. Scusami. Paola

    Il tratto denso della matita per occhi è sbiadito in alcuni punti, la carta bagnata. Ivan si lascia cadere su una sedia.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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