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In solo 23 minuti

Hanno detto che sarebbero tornati per le 17 e 30. Occhiata all’orologio: le 17 e 21. Sono sempre puntuali. Non è possibile che non succeda.
Il film è finito, un silenzio appiccicoso è calato sul divano, titoli di coda.
– Allora, piaciuto?
– Sì, insomma. Non ho capito bene il finale però.
Cosa vorrà dire? Il finale è chiaro, lui la salva ma deve abbandonarla, è il destino del supereroe maledetto. Orologio di sfuggita, aggiustandosi i capelli. 17.26, magari tornano più tardi.
Alessio si stira, alzando le braccia:
– Sì in effetti il finale è strano.
Il braccio sinistro di Alessio, con finta noncuranza, si appoggia dietro le spalle di Laura. Un contatto leggero, ma elettrico.
Mi guarda. Oddio, è ora o mai più. Finisce la musica, il dvd torna al menù generale. Un’ultima luce s’infila dal finestrone del salotto, nessun suono da fuori.
Una mano di lei si muove, avvicinandosi al ginocchio di Alessio. Come un’anestesia: niente sensibilità sulla pelle infatti, e brividi.
– Insomma… – la testa di Alessio si avvicina a quella di Laura. La ragazza fissa il menu del dvd.
– Insomma, mi è piaciuto stare con te oggi, era tanto che…
Ora è vicinissimo. Microscopici peli trasparenti sulle guance; sembra una pesca. Nessun rumore ancora. Ma che ore saranno?
– Ecco, mi piace stare con te Laura…
Il naso del ragazzo tocca la pelle della ragazza. E poi accade. Un lieve movimento in avanti di Alessio. Le labbra dei due ragazzi seduti si toccano. L’ho fatto. Il braccio dietro Laura si stringe. Occhio all’orologio sul polso: le 17 e 44.
Nella penombra si sente il rumore di una macchina, poi sportelli. Merda. Le teste si separano, Alessio si alza, poi i ragazzi si siedono più distanti.
Afferrato il telecomando il film riparte da una scena casuale. La porta di casa si apre.

Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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