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Il grande specchio

specchio

 Nikon D40x – 18mm, F 5.6, 1/60.

   Immune al freddo nella mia giacca di pelle rimango in piedi contro il muro davanti al supermercato. Fa freddo e non lo sento; comunque Montreal è proprio una città del cazzo per venirsene a svernare.
   La strada intorno a me è già piena di gente. Cinesi imbacuccati che assomigliano a eschimesi sciàmano per le vie colorate del grande mercato pieno di frutta, verdura, odori forti e strani. A meno quindici gradi sottozero. Qualcuno mi guarda, solo un attimo; devo sembrare male in arnese con la mia giacca di pelle. Poi girano il culo e stacchettano via rapidamente.
   Mi raccolgo un po’ in disparte e lascio sciogliere la mezza pasticca di acido sotto la lingua. Arriva il solito sapore metallico – viaggio gratis oggi. Spacciatore finocchio del cazzo. «Ti va mezza pasticca Pete, eh? Gratis per un pompino. Ci stai Pete, ci stai? Dai, fatti fare un pompino».
   Appena inizio a sentire l’effetto dell’acido mi decido a entrare nel negozio di fronte. Cammino tra gli scaffali zeppi di roba e mi posiziono nel mio solito angolo, sotto il grande specchio. E il grande specchio mi mostra la gente per come è davvero. Io li guardo; uomini, donne, ragazzi, tutti che comprano cose, li osservo. Poi l’effetto finisce. Esco nel freddo.

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Perché questo blog?
Questo blog nasce da un'idea precisa: raccontare storie, o meglio 'microstorie'. Reali e irreali, tragiche o comiche o demenziali. Le microstorie sono unità minime di senso narrativo, che chiedono la collaborazione di chi legge; bisogna immaginarsi il seguito o il contesto della storia più grande. Come quando guardando un film ci si aspetta che fuori dall'inquadratura la realtà ripresa esista davvero, che basti spostare la cinepresa. Le microstorie possono essere sommari di trame di romanzi mai scritti, oppure piccole sceneggiature intertestuali che rimandano ad altre opere, o ancora mini-dialoghi, esercizi di stile, epitaffi, barzellette. Due sole regole: poche parole e la presenza di una storia, cioè di qualcosa da raccontare a qualcuno.
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