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Good lost old times
Luci giallo-arancio filtrano e scorrono via, come flash, dai finestrini. Dentro è caldo e fuori freddo; quel caldo vaporoso, come di un phon dopo la doccia, che nel getto dell’aria fa sentire i brividi sul collo.
Davanti le parole si mescolano al rumore del motore, un sordo vvrrrr, che si sente meglio appoggiati alla moquette del sedile, un po’ consumata, che odora di cavolo, senza un perché. E il sonno, il sonno è la pace, una pace fatta a misura di ginocchia piegate. Fuori è freddo, filtrano le luci, la macchina va. I genitori continuano a guidare e parlare; Paolo si addormenta ed è felice.


