For Zuer – Welcome to Jordan
Quando il pulmino ha frenato di botto è stato come un calcio in corpo. La nausea c’era tutta, così come la puzza di frantoio. Che sembra un misto di olio, animale morto, e merda. Zuer continua a ripetere indicandoci cose a destra e a sinistra “Welcome to Jordan” e noi gli crediamo. I giordani impacchettati dalla kefiah guidano come assassini, perfettamente sobri. Leggi il resto di questa microstoria
Il ritiro
Era aprile o forse era maggio, non ha importanza. La neve non c’era più e noi potevamo camminare lungo il fiume, dalla chiesa fino in paese, senza intoppi, semplicemente schivando le pozzanghere.
Ci facevano cantare e cantare e camminare; probabilmente per stancarci, così la sera gli ‘animatori’ avrebbero potuto fumarsi una sigaretta in pace, pomiciare nel chiostro e rilassarsi, invece di sorvegliarci. Avevano un modo bizzarro di mantenere la disciplina; erano solo pochi anni più grandi di noi. Funzionava così: le ragazze chiamavano i ragazzi che ci minacciavano fisicamente, tiravano lacche bonarie dietro le orecchie e feroci pugnetti secchi tra la spalla e il gomito, dove fa più male. Leggi il resto di questa microstoria
S.T.O. – Surviving The Ordinary
La rubrica che insegna come sopravvivere alle tragedie di ogni giorno
di Turpitus Hemmy
Care amiche, cari amici,
complimenti per aver acquistato il primo episodio di S.T.O. – Surviving The Ordinary. L’unica edizione a puntate di consigli sulla sopravvivenza in ambiente domestico e familiare. Ogni uscita affronta una situazione estrema dell’ordinario, intervistando chi, dopo aver maturato sul campo l’esperienza necessaria, può dare consigli di sopravvivenza utili ad affrontare i peggiori orrori di ogni giorno. Leggi il resto di questa microstoria
Nello studio del dottor Kijerumani
Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.
C.G.J.
Nel suo studio appollaiato tra la Quarta strada Est e Viale Gramsci il dottor Kijerumani osservava il traffico preoccupato. Il suo ultimo paziente era in ritardo. Leggi il resto di questa microstoria
Piangi e fotti – atto IV
Il lavoro, l’attività vitale, la vita produttiva, appare all’uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell’esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica. [...] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell’uomo. Ma la vita stessa appare, nel lavoro alienato, soltanto mezzo di vita.
K. M.
Fa freddo in casa, basta scoprire una mano dal piumone per sentirla ghiacciare. Rumori. Il ronzio dell’orologio, il camion della nettezza lontano all’inizio della via. La radio della vicina. Karl non c’è. Non c’è? Leggi il resto di questa microstoria
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